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LUOGO: parte alta di Rovereto QUOTA: 250m

CASTELLO DI ROVERETO

Da una rupe sulla riva destra del Leno l'imponente castello di Rovereto domina la cittadina tranquilla e sorveglia lo sbocco delle vallate sudorientali nella val d'Adige. La posizione strategica del castello suggerirebbe un'origine assai antica.Solo i resti del basamento di una torre quadrata, visibili oggi in un cunicolo del castello, testimoniano l'esistenza di un'antica roccaforte che, per la tecnica muraria si farebbe risalire al XII secolo. Passato in eredità ai Castelbarco, il castello non solo fu ampliato e rafforzato, ma, con la costruzione del borgo fortificato sottostante, la cosiddetta «Terra », venne a costituire piazzaforte militare. Nel 1410 il testamento di Azzone di Castelbarco permise ai Veneziani di insediarsi nell'intera Val Lagarina e di prendere possesso della cittadella stessa di Rovereto, creando così le premesse per le successive guerre con gli Asburgo, determinando di conseguenza la storia e l'aspetto del castello: infatti, proprio quando nell'intera regione i castelli venivano sempre più trasformati ed adattati a residenze, la rocca di Rovereto, al centro di guerre di portata nazionale, fu ulteriormente fortificata ed adattata alla guerra con armi da fuoco. I lavori eseguiti dotarono il castello dei tre grandiosi bastioni che dal nome del costruttore e dei podestà di Rovereto furono chiamati Coltrino, Malipiero e Marino. Con la sconfitta veneziana ad Agnadello, Rovereto passò detinitivamente all'impero d'Austria, nel 1509; persa ogni importanza strategica la roccaforte cadde ben presto in abbandono e nel 1859 venne adibita a caserma austriaca.Il castello ospita oggi il museo della guerra fondato nel 1920 che raccoglie una collezione di armi e cimeli appartenenti alle nazioni che hanno partecipato alle guerre. Dalla via Castelbarco, salendo per un viottolo incassato fra due muri si arriva all'accesso fortificato della rocca: la porta stretta, sovrastata dalla piombatoia, si raggiungeva un tempo attraverso un ponte levatoio. L'androne, una galleria che prende luce da poche feritoie, conduce al cortile del castello: di qui parte un cunicolo, detto di «Tomaso del Murero »; attraverso questo cunicolo nel 1487 il giovane Tomaso riuscì a rifornire di armi e viveri i Veneziani, assediati per 40 giorni dalle truppe di Sigismondo d'Austria. La sala della Campana, decorata dal Barozzi con gli stemmi delle città e delle nazioni che parteciparono al primo conflitto mondiale, custodisce il modello originale in gesso della celebre campana dei caduti. Ideata dal sacerdote roveretano don Antonio Rossano, la campana, realizzata con il bronzo dei cannoni venne fusa a Trento il 30 ottobre 1924. Fu collocata sull'ampio piazzale del colle di Miravalle per suonare al tramonto di ogni giorno a ricordo dei caduti di tutte le guerre e di tutte le nazioni. Dal cortile centrale del castello si può salire alla loggia della direzione, per accedere di qui alla sala della campana; sotto il porticato del cortile, dove un tempo erano installate le cucine austriache, sono oggi esposti un cannone italiano ed uno austriaco, provenienti dai campi di battaglia della prima guerra mondiale.




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